L’acronimo BIM  (BUILDING INFORMATION MODEL) rappresenta l’ultima evoluzione dei programmi per disegno CAD (COMPUTER AIDED DESIGN) diventati ormai lo standard per qualunque progettista impegnato nelle costruzioni civili.

Mentre un programma CAD permette di disegnare a computer oggetti generici in due dimensioni -2D- quali  linee, punti e superfici,  un software BIM nasce dedicato per la  progettazione di costruzioni civili.

La tecnologia BIM permette infatti di realizzare a computer una progettazione architettonica parametrica dell’oggetto vale a dire una costruzione virtuale in tre dimensioni -3D- allegando per ciascun elemento costruttivo una serie di informazioni su  quantità, caratteristiche, distinte, ecc. dei materiali e dei componenti.

Nella fase di disegno architettonico non esiste più il “comando” doppia linea per rappresentare un muro, ma esiste direttamente il “comando” muro,  completo di stratigrafia, unità di misura, quantità parziali e totali. Questo vale per tutte le componenti architettoniche compreso scale, fori finestre, ecc.

Stiamo parlando di un proggetto tridimensionale completo delle informazioni utili per realizzarlo.

Una volta disegnato l’edificio in 3D è possibile visualizzarlo a monitor da qualsiasi angolazione e distanza, creare sezioni a piacere, elaborare prospetti, spaccati assonometrici, definire delle viste prospettiche, applicare luci e materiali per poi arrivare a delle scene foto-realistiche (RENDERING).

Tutte le informazioni contenute negli oggetti parametrici del progetto possono confluire in un  computo metrico dell’opera che permette  poi di conoscere il costo di costruzione.

Solitamente in studio iniziamo la fase progettuale con degli schizzi su carta fissando regole compositive  e schemi funzionali (Impianto di Progetto). Solo successivamente si passa alla rappresentazione 3D. In questa fase il BIM è uno strumento eccezionale perché consente subito la progettazione tridimensionale dell’edificio con il controllo in tempo reale di proporzioni, di spazi, di pieni e di vuoti.

E’ possibile lavorare in BIM con 4 diversi livelli operativi:

  • il livello 0 corrisponde ad un semplice disegno 2D.
  • il livello 1 corrisponde alla progettazione 3D per  l’utilizzo di una singola figura professionale (per esempio il solo disegno architettonico)
  • il livello 2 corrisponde invece alla progettazione 3D da parte di più figure professionali i quali, fissati degli standard per non perdere informazioni, si trasferiscono tra loro il modello tridimensionale caricandoci sopra i rispettivi progetti (per esempio la parte architettonica, quella strutturale, quella elettrica, quella idraulica, ecc.). Al termine di diverse “esportazioni” si arriva ad ottenere un modello tridimensionale completo di tutte le sue parti edili ed impiantistiche. In genere si utilizzano file di migrazione con estensione IFC per garantire l’interoperatività dei diversi operatori, ma i file IFC come è facile immaginare, non sono ancora così “affidabili” specie se elaborati da software BIM diversi.
  • il livello 3, e più affidabile, corrisponde alla progettazione 3D da parte di più figure professionali sullo stesso modello senza dover eseguire alcuna “esportazione” di file. Stesso modello, stesso BIM.

 

 

 

Il livello 2 ma soprattutto il 3 consentono di gestire i clash detection ovvero le interferenze tra diverse componenti costruttive come per esempio delle condotte d’aria che attraversano una trave.

Se è vero che, in termini di costi, la progettazione in piattaforma BIM richiede più del doppio del tempo per la fase iniziale del progetto, rispetto ad un generico CAD, è altrettanto vero che per le varianti e modifiche successive, il tempo viene più che dimezzato.

Naturalmente questo vale per una progettazione architettonica di una certa complessità e non per edifici o manufatti di semplice fattura.

Interessante sapere che la direttiva  per gli appalti pubblici 2014/24 UE fissa regole per lo sviluppo e la crescita secondo i principi di sostenibilità, inclusività e smart. Le stazioni appaltanti saranno insomma chiamate  a valutare progetti realizzati in BIM verificando tutte le informazioni connesse alla costruzione quali quantità, voci di capitolato, costi di costruzione e soprattutto di manutenzione. Questo almeno nelle intenzioni del legislatore europea. L’Italia quando si adeguerà?

 

Solo per fare degli esempi in Inghilterra il governo ha varato tutta una serie di leggi per incentivare l’uso del BIM da parte di progettisti e delle stazioni appaltanti:

In Danimarca e Norvegia il concetto del BIM è esteso anche alla progettazione del paesaggio con l’acronimo di LIM (Landscape Information Model) su cui, per esempio, alla rappresentazione di un albero vengono associate informazioni di fabbisogno idrico, di geometria della chioma,  del cono d’ombra, di apparato radicale, ecc.

In rete sono inoltre reperibili siti con librerie di oggetti tipo BIM messi a disposizione direttamente dalle case produttrici quali arredamenti, sanitari, serramenti, che, oltre a farsi conoscere, distribuiscono i disegni 3D con allegate informazioni commerciali e tecniche di maggior rilievo. Posso citare il sito di SYNCRONIA e di BIM OBJECT giusto per fare alcuni esempi.

In Italia i software BIM più diffusi rimangono  ALLPLAN, ARCHICAD e REVIT ma, per la mia personale esperienza, posso solo parlare di ALLPLAN che usiamo a livello professionale  dal 2004 senza alcuna nostalgia per un CAD 2D.

Parallelamente al BIM abbiamo investito tempo e risorse sulla produzione di rendering dei nostri progetti e sulla loro post-produzione con pacchetto ADOBE.

Ad ALLPLAN abbiamo affiancato CINEMA 4D i quali, essendo entrambi di proprietà del GRUPPO NEMETSCHEK, utilizzano il medesimo protocollo tridimensionale senza rischio di perdite di dati o altri difetti d’importazione.

Quale sarà  il futuro della progettazione di edifici civili? Già di parla di progettazione 4D (vale a dire di analisi tempistiche o di GANNT) e 5D per l’analisi dei costi appunto. Ma nei prossimi anni sentiremo parlare anche di progettazione 6D, legate a fabbisogno energetico e sostenibilità ambientale , e 7D per l’analisi dei costi di manutenzione nel ciclo di vita dell’edificio.

Spero insomma di aver reso l’idea sulle potenzialità degli strumenti BIM e dei vantaggi che essi possono portare al settore della progettazione architettonica e alle costruzioni civili, specie se guardati come mezzi necessari per il controllo dei costi di costruzione e spese di manutenzione degli edifici civili in un’economia sempre più attenta e sensibile alla sostenibilità ambientale.

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